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Legge di Bilancio 2018. Retribuzioni in contanti: dal 1° luglio 2018 il divieto

 

Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro ed i committenti non potranno più corrispondere ai lavoratori/collaboratori la retribuzione/compenso, nonché ogni anticipo di essa, per mezzo di denaro contante, indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

Lo prevede la Legge di Bilancio 2018 (articoli 911 e ss. L 205/2017).

La preclusione all’uso del contante è prevista per:

-         Tutti i rapporti di lavoro subordinato indipendentemente dalla durata del rapporto e sono quindi inclusi i contratti a tempo determinato o il lavoro intermittente;

-         Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Rientrano nella disposizione anche i rapporti di lavoro instaurati, in qualsiasi forma, dalle cooperative con i propri soci (ai sensi della legge 142/2001).

 

Esclusioni

I soli rapporti esclusi dal divieto al pagamento in contanti delle retribuzioni sono:

- rapporti di lavoro instaurati con le Pubbliche Amministrazioni;

-rapporti di lavoro domestico rientranti nell'ambito di applicazione dei CCNL per gli addetti a servizi familiari e domestici.

 

Modalità di pagamento ammesse

Dal 1 luglio 2018 le uniche modalità di pagamento previste sono:

- bonifico (bancario o postale) sul conto - identificato dal codice IBAN - indicato dal lavoratore

- strumenti di pagamento elettronico

- pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.

- emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

 

Sanzioni

A partire dal 1° luglio 2018 il pagamento della retribuzione effettuato con l’utilizzo di denaro contante comporterà l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da1.000 a5.000 euro.

 

Si specifica ancora che la firma del lavoratore sulla busta paga comprova la consegna della busta paga stessa e non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione, principio già affermato dalla giurisprudenza, e ora stabilito anche dal comma 912 della Legge di Bilancio 2018.

 

In ultimo si ricorda che è già in vigore la normativa (D.L 138/2011) che in ogni caso prevede anche per le retribuzioni il divieto al trasferimento di denaro contante qualora sia di importo pari o superiore a € 3.000.

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